25 aprile 2017 – comunicato

ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
Sez.estera – ANPI Deutschland
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25 Aprile 2017

 

Ai rappresentanti delle associazioni italiane in Germania

 

Care amiche ed amici,

il 2017 rappresenta il 70esimo anniversario dall’approvazione della Costituzione, nata all’indomani del più violento conflitto della storia d’Europa. Come sappiamo la Costituzione italiana nasce dall’esperienza partigiana,dal desiderio di ricostruire un Paese diviso e insanguinato dalla dittatura fascista.

In tal senso, la Resistenza non rappresenta un’esperienza estrinseca alla Costituzione, ma la permea nei principi fondamentali e nella configurazione del delicato assetto istituzionale. Negli ultimi anni il nostro Paese ha attraversato una serie di vicissitudini politiche, sociali ed economiche che hanno scosso sin nelle fondamenta quel sentimento di partecipazione alla vita pubblica che è alla base della vita democratica. Venti di guerra attraversano lo scenario politico internazionale, e in tutta Europa si assiste al rinvigorimento di movimenti filo-fascisti e xenofobi.

Di fronte a questo scenario, è compito di ognuno far sì che parole come ‘partigiani’, ‘Resistenza’ e ‘antifascismo’ non siano solo delle semplici formule di rito, mere espressioni retoriche. È nostro

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Viaggio nell’estrema destra europea

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Legge per la tutela della memoria in Emilia Romagna

Approvata la legge regionale che favorisce la tutela e la messa a sistema delle istituzioni e dei luoghi della memoria in Emilia Romagna

3be0cede0a3a205e26dc95acb6aa7c615a66ec1af6bed413899ada12«Abbiamo una responsabilità individuale e collettiva sulla costruzione del presente. Tutelare e valorizzare la memoria del ‘900 significa porre le basi porre le basi per la partecipazione e la consapevolezza democratica delle generazioni attuali e future». È il commento della consigliera regionale PD Silvia Prodi sulla Legge “Memoria del Novecento – Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia Romagna”, approvata oggi dall’Assemblea legislativa regionale.

«Un provvedimento molto importante – prosegue la consigliera – perché si propone di riconoscere e difendere la memoria dei fatti avvenuti sul territorio regionale, determinanti per

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Il dramma delle foibe: l’analisi storica per superare l’odio

Non lo dico per un’inutile vanteria, ma considero un notevole successo della nostra iniziativa lo svolgimento dspi_giornata_memoria_file_leggero_tinyel Seminario tenuto nel Salone Alessi, del Comune di Milano, sabato 16 gennaio, su un tema estremamente delicato, capace di suscitare ancora passioni e contrapposizioni. Il seminario era contrassegnato da alcune caratteristiche peculiari: si svolgeva a Milano e non nelle zone più direttamente coinvolte ed interessate; era rigorosamente costruito attorno a relazioni e ad una tavola rotonda, di soli storici; non erano previsti interventi dal pubblico. Una serie di connotati che avrebbero potuto suscitare riserve e condizionare anche la partecipazione. Così non è stato; la sala è stata affollatissima, per tutta la durata del seminario, al punto che, al mattino, si sono dovute aggiungere diverse sedie a quelle previste di consueto. Gli storici hanno svolto le loro relazioni nella più viva attenzione e così anche la tavola rotonda, a cui è mancato solo un

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«Gli italiani? Sono fascisti dentro»

Pubblichiamo l’introduzione dell’ultimo libro di Tommaso Cerno “A noi” (Rizzoli, pp. 310, € 19, in libreria da novembre)

DI TOMMASO CERNO
La copertina del libro

Si dice che un bambino nasca con la camicia, quando viene alla luce avvolto nel sacco amniotico. Quel sacco sembra un abito, cucito addosso durante i nove mesi dentro il ventre di mamma. E noi di chi siamo figli? L’Italia in cui viviamo, l’Italia del nostro Ventennio, quello che chiamiamo l’epoca di Berlusconi e Renzi, è nata con la camicia? Proviamo ad azzardare un’ipotesi: l’Italia è nata con la camicia nera. Proprio così, fasciata nel sacco amniotico del fascismo, da cui cerca a fatica di liberarsi da settant’anni, senza riuscirci davvero. Nel dopoguerra la retorica antifascista può avere dato l’impressione di un taglio netto con i vent’anni precedenti, ma come il “politicamente corretto” non cancella il razzismo, non ridà la vista a un cieco chiamandolo non vedente, l’affermazione di essere antifascista, per quanto eticamente giustificabile, non basta a cancellare ciò che del fascismo è dentro di noi. Dentro di noi perché italiano come noi, forse più di noi.
In tutto il corso della sua storia, il fascismo fu senza dubbio un fenomeno rivoluzionario, giovanile, si direbbe oggi “rottamatore”. Mussolini contribuì a ringiovanire l’Italia, a partire dalla sua classe politica, così come consentì per la prima volta nella storia del nostro Paese

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