Esprimiamo la nostra totale solidarietà ai portuali che da Genova a Marsiglia, dal Pireo a Bilbao hanno scelto di disertare l’economia di guerra e di colpire al cuore la catena di rifornimento dei conflitti imperialisti.
Il nemico non è al di là del mare, è chi trae profitto dalla guerra e dalla precarietà.
Mentre i governi europei tagliano sanità, scuola e salari, le casse dello Stato vengono svuotate per foraggiare l’invio di armi e la militarizzazione dei nostri territori. Non sono “scelte obbligate”, sono scelte di classe. I portuali oggi ci mostrano la via: se i padroni della guerra decidono di distruggere, la classe lavoratrice ha il potere di agire il proprio dissenso.
PERCHÉ SOSTENERE QUESTA MOBILITAZIONE:
SABOTARE LA MACCHINA BELLICA: Ogni container di armi bloccato è una vita salvata, un segnale chiaro di dissenso verso le scelte dei nostri governi. I portuali non sono ingranaggi inerti, ma soggetti politici che rifiutano di essere complici del genocidio in Palestina e delle carneficine globali.
CONTRO IL CAROVITA E IL RIARMO: Non un euro, non un bullone per la guerra! Rivendichiamo che le risorse pubbliche tornino ai bisogni popolari, alla sanità e all’istruzione pubblica, ai salari, e alla sicurezza sul lavoro.
INTERNAZIONALISMO PROLETARIO: Questa lotta non ha confini. Il coordinamento internazionale dei porti è la risposta più potente al nazionalismo bellicista, la prova di un lungo lavoro di coordinazione che va oltre gli episodi delle singole manifestazioni e mostra la strada per un vero cambiamento: lavoratori e lavoratrici che avanzano uniti davanti a chi vorrebbe vederli schierati su fronti opposti.
NON UN PASSO INDIETRO
L’attacco ai portuali è un attacco a tutto il movimento operaio e sociale. La loro resistenza contro le privatizzazioni e la militarizzazione degli scali è la nostra resistenza.
Invitiamo la stampa e tutti i mezzi di comunicazione a informarci in maniera completa e trasparente su quello che sta avvenendo dentro e fuori i nostri confini. Invitiamo ogni compagna e compagno, ogni realtà di base e ogni cittadino consapevole a scendere in piazza e presidiare i varchi.
Solidarietà internazionale, sciopero generale contro la guerra!
