«Gli italiani? Sono fascisti dentro»

Pubblichiamo l’introduzione dell’ultimo libro di Tommaso Cerno “A noi” (Rizzoli, pp. 310, € 19, in libreria da novembre)

DI TOMMASO CERNO
La copertina del libro

Si dice che un bambino nasca con la camicia, quando viene alla luce avvolto nel sacco amniotico. Quel sacco sembra un abito, cucito addosso durante i nove mesi dentro il ventre di mamma. E noi di chi siamo figli? L’Italia in cui viviamo, l’Italia del nostro Ventennio, quello che chiamiamo l’epoca di Berlusconi e Renzi, è nata con la camicia? Proviamo ad azzardare un’ipotesi: l’Italia è nata con la camicia nera. Proprio così, fasciata nel sacco amniotico del fascismo, da cui cerca a fatica di liberarsi da settant’anni, senza riuscirci davvero. Nel dopoguerra la retorica antifascista può avere dato l’impressione di un taglio netto con i vent’anni precedenti, ma come il “politicamente corretto” non cancella il razzismo, non ridà la vista a un cieco chiamandolo non vedente, l’affermazione di essere antifascista, per quanto eticamente giustificabile, non basta a cancellare ciò che del fascismo è dentro di noi. Dentro di noi perché italiano come noi, forse più di noi.
In tutto il corso della sua storia, il fascismo fu senza dubbio un fenomeno rivoluzionario, giovanile, si direbbe oggi “rottamatore”. Mussolini contribuì a ringiovanire l’Italia, a partire dalla sua classe politica, così come consentì per la prima volta nella storia del nostro Paese

Continua la lettura di “«Gli italiani? Sono fascisti dentro»”

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Quei venti mesi da partigiana in cui ho capito cos’è la libertà

Intervista di Mariachiara Giacosa

È COMINCIATO tutto con un libro, ricevuto in dono per la fine delle scuole elementari. «Avevo dieci anni e mio padre mi ha messo in mano “I miserabili” di Victor Hugo: si è aperto un mondo. Ho capito cose come la giustizia, l’ingiustizia e che da quell’istante la mia vita sarebbe stata indirizzata combattere tutto ciò che era ingiusto». Marisa Ombra ha novant’anni e non si direbbe, se non forse per il passo incerto che non le impedisce di attraversare in lungo e in largo l’Italia per raccontare la sua esperienza nella Liberazione e coltivare la memoria di ciò che è stato. Astigiana, oggi vice presidente nazionale dell’Anpi, è diventata staffetta partigiana a 18 anni con il nome di battaglia “Lilia”. Continua la lettura di “Quei venti mesi da partigiana in cui ho capito cos’è la libertà”

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail