Legge per la tutela della memoria in Emilia Romagna

Approvata la legge regionale che favorisce la tutela e la messa a sistema delle istituzioni e dei luoghi della memoria in Emilia Romagna

3be0cede0a3a205e26dc95acb6aa7c615a66ec1af6bed413899ada12«Abbiamo una responsabilità individuale e collettiva sulla costruzione del presente. Tutelare e valorizzare la memoria del ‘900 significa porre le basi porre le basi per la partecipazione e la consapevolezza democratica delle generazioni attuali e future». È il commento della consigliera regionale PD Silvia Prodi sulla Legge “Memoria del Novecento – Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione della storia del Novecento in Emilia Romagna”, approvata oggi dall’Assemblea legislativa regionale.

«Un provvedimento molto importante – prosegue la consigliera – perché si propone di riconoscere e difendere la memoria dei fatti avvenuti sul territorio regionale, determinanti per

l’assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana, che hanno segnato la storia nazionale e locale nel corso del ‘900. La legge, che favorisce la tutela e la messa a sistema delle istituzioni e dei luoghi della memoria, sottolinea il ruolo chiave della ricerca e della conoscenza storica e promuove una metodologia che al centro ha il vissuto collettivo degli avvenimenti”.

“Uno degli aspetti più interessanti è proprio l’idea di responsabilità collettiva, che da sempre è una caratteristica fondante della nostra comunità e del nostro territorio. La storia è di tutti, e tutti i nostri antenati hanno contribuito a costruirla, a partire dalla Resistenza come riscatto individuale e collettivo. La costruzione della vita politica e sociale può avvenire solo sulla chiara base della consapevolezza di ciò che è stato, delle conquiste e dei sacrifici che altri hanno compiuto per consegnarci la nostra libertà e la democrazia”.

“Tale evidenza, se compresa in tutte le applicazioni e implicazioni, ha una grande propulsione didattica e educativa. Tra le molteplici azioni previste dalla legge ci sono infatti la tutela e la valorizzazione degli istituti storici. Pensiamo per esempio all’importanza per Reggio Emilia di Istoreco e della sua intensa attività di ricerca, divulgazione storica ed elaborazione di percorsi di divulgazione, didattica e formazione degli insegnanti. Accanto al meritorio lavoro della sezione Esteri per quanto riguarda le politiche giovanili, con attività come i Mondiali antirazzisti, i Sentieri partigiani, i Viaggi della Memoria che hanno coinvolto complessivamente oltre 10.000 ragazzi”.

“L’antifascismo è un patrimonio storico, culturale e politico riconosciuto come valore fondamentale dell’ordinamento costituzionale dello Stato e della nostra Regione. Per questo la ricerca storica delle testimonianze, la didattica e la divulgazione acquisiscono un fortissimo valore sociale”.

Fonte: anpi.it

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