Il dramma delle foibe: l’analisi storica per superare l’odio

Non lo dico per un’inutile vanteria, ma considero un notevole successo della nostra iniziativa lo svolgimento dspi_giornata_memoria_file_leggero_tinyel Seminario tenuto nel Salone Alessi, del Comune di Milano, sabato 16 gennaio, su un tema estremamente delicato, capace di suscitare ancora passioni e contrapposizioni. Il seminario era contrassegnato da alcune caratteristiche peculiari: si svolgeva a Milano e non nelle zone più direttamente coinvolte ed interessate; era rigorosamente costruito attorno a relazioni e ad una tavola rotonda, di soli storici; non erano previsti interventi dal pubblico. Una serie di connotati che avrebbero potuto suscitare riserve e condizionare anche la partecipazione. Così non è stato; la sala è stata affollatissima, per tutta la durata del seminario, al punto che, al mattino, si sono dovute aggiungere diverse sedie a quelle previste di consueto. Gli storici hanno svolto le loro relazioni nella più viva attenzione e così anche la tavola rotonda, a cui è mancato solo un

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«Gli italiani? Sono fascisti dentro»

Pubblichiamo l’introduzione dell’ultimo libro di Tommaso Cerno “A noi” (Rizzoli, pp. 310, € 19, in libreria da novembre)

DI TOMMASO CERNO
La copertina del libro

Si dice che un bambino nasca con la camicia, quando viene alla luce avvolto nel sacco amniotico. Quel sacco sembra un abito, cucito addosso durante i nove mesi dentro il ventre di mamma. E noi di chi siamo figli? L’Italia in cui viviamo, l’Italia del nostro Ventennio, quello che chiamiamo l’epoca di Berlusconi e Renzi, è nata con la camicia? Proviamo ad azzardare un’ipotesi: l’Italia è nata con la camicia nera. Proprio così, fasciata nel sacco amniotico del fascismo, da cui cerca a fatica di liberarsi da settant’anni, senza riuscirci davvero. Nel dopoguerra la retorica antifascista può avere dato l’impressione di un taglio netto con i vent’anni precedenti, ma come il “politicamente corretto” non cancella il razzismo, non ridà la vista a un cieco chiamandolo non vedente, l’affermazione di essere antifascista, per quanto eticamente giustificabile, non basta a cancellare ciò che del fascismo è dentro di noi. Dentro di noi perché italiano come noi, forse più di noi.
In tutto il corso della sua storia, il fascismo fu senza dubbio un fenomeno rivoluzionario, giovanile, si direbbe oggi “rottamatore”. Mussolini contribuì a ringiovanire l’Italia, a partire dalla sua classe politica, così come consentì per la prima volta nella storia del nostro Paese

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